Ramen Udon vegetale con funghi shiitake
Uno dei piatti più diffusi in tutto il Giappone: un comfort food che riscalda lo stomaco, ma anche l’anima.
4 persone
Dietro a ogni ciotola di ramen c’è un mondo da scoprire.
Il ramen (ラーメン) è uno dei piatti più diffusi in Giappone: lo so che il più conosciuto e diffuso in Italia è il sushi, ma in realtà quest’ultimo è più un cibo per occasioni speciali, non un piatto quotidiano come invece è il ramen.
È un pasto molto nutriente originario della Cina, tanto da essere praticamente un piatto unico: il ramen è una zuppa calda accompagnata da pasta lunga e altri ingredienti che variano a seconda della stagione e della località geografica di preparazione.
I tipi di ramen possono essere suddivisi in base ai due ingredienti principali, la pasta e il brodo. Il più diffuso è quello a base di tagliatelle di farina di frumento, ma può essere anche di soba (noodle di farina di grano saraceno) o di udon (tagliatelle spesse di farina di frumento)
I brodi per la zuppa invece si raggruppano generalmente in quattro gusti base: Shōyu (醤油, “salsa di soia”), Tonkotsu (豚骨, “osso di maiale”), Miso (味噌) e Shio (塩, “sale”).
Il segreto di un buon ramen è NON mettere tutto a bollire insieme: non stiamo facendo un minestrone!
Il brodo di Ramen, se fatto bene, è avvolgente, profumato e molto saporito (ricco di umami, il quinto sapore): un comfort food che riscalda lo stomaco, m a anche l’anima.
Vi lasciamo la ricetta di un ramen vegetale in cui abbiamo usato i funghi shiitake freschi e delle verdure di stagione: abbiamo sostituito il cipollotto fresco, che adesso per noi non è di stagione, con il porro e abbiamo scelto di utilizzare gli udon (i tagliolini più spessi di grano tenero) semplicemente perché li amiamo di più, ma se non li trovi puoi tranquillamente usare i “classici” noodle secchi dalla forma arricciata o anche delle tagliatelle.
INGREDIENTI
Per il brodo:
1l di brodo vegetale (carota, cipolla, sedano)
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaino di zucchero di canna
1 cucchiaino di sale grosso
1 cucchiaino di miso scuro di riso
1 pezzo di alga kombu
4 funghi shiitake
Per il ramen:
400 g di udon
2 carota
2 foglie di cavolo cinese
6 funghi shiitake
1 porro (o cipollotto)
2 panetti di tofu al naturale
2 cucchiai di shoyu
olio di semi di girasole/sesamo
semi di sesamo per guarnire
PROCEDIMENTO
Prima di tutto prepariamo il brodo vegetale con acqua, carota, cipolla e sedano (puoi prepararne una pentola intera e poi porzionarlo in contenitori più piccoli da mettere in freezer una volta freddi, per averli pronti all’occorrenza per esempio per dei risotti o vellutate).
Se non hai tempo o voglia di preparare il brodo, puoi utilizzare quello pronto e saltare il primo passaggio.
In una pentola versare la base di brodo vegetale a cui aggiungiamo la shoyu, lo zucchero, il sale grosso, il miso, 4 funghi shiitake e l’alga kombu e lasciamo bollire per almeno mezz’ora.
A parte prepariamo le verdure, lavate e tagliate a fettine sottili e i restanti funghi e li facciamo saltare in una padella con un po’ di olio di semi (di girasole o anche di semi di sesamo per un sapore più forte) e della salsa di soia.
Le verdure saltate nell’olio aggiungeranno la parte grassa al brodo vegetale e daranno più corposità alla zuppa.
Quando il brodo sarà pronto possiamo cuocere gli udon in acqua bollente per il tempo indicato sulla confezione. Dopodiché possiamo scolarli e passarli sotto l’acqua fredda per terminare la cottura e far sì che non si appiccichino gli uni con gli altri.
Metterli in una ciotola e versargli sopra il brodo bollente precedentemente filtrato.
A questo punto possiamo aggiungere le verdure saltate con i funghi, un pezzo di alga nori e il sesamo come guarnizione.
Per far diventare i tuoi ramen un piatto unico aggiungiamo una parte proteica come del tofu scottato in padella con olio di semi e shoyu o degli edamame.
CURIOSITA’:
Quando si mangia il ramen in Giappone è normale fare rumore quando si porta la ciotola alla bocca e si risucchia la pasta (esattamente il contrario delle “nostre buone maniere”)
È un’usanza culturale che indica apprezzamento del cibo, oltre ad avere lo scopo pratico di raffreddarli, visto che sono bollenti, e permette inoltre di esaltare il loro sapore.