Conosci l'aglio fresco?

Per noi la primavera inizia quando incominciamo a raccogliere il primo aglietto fresco, ma ci siamo resi conto che molte persone non lo conoscono e non solo non sanno come usarlo, ma non l’hanno proprio mai visto!

Non sto intendendo l’aglio selvatico o l’aglio orsino (se non lo conosci ne avevamo parlato in questo articolo), ma l’aglio coltivato, prima che si secchi e diventi la testa di aglio bianco che tutti conosciamo.

Allora è arrivato il momento di rimediare con qualche spiegazione, ma partiamo dal principio.

In autunno seminiamo l’aglio per l’anno nuovo scegliendo le teste più grosse, separando accuratamente i singoli spicchi e andandoli poi a interrare parzialmente nell’orto. Con il passare dei mesi spuntano le prime foglie (un po’ come per i cipollotti) e inizia lo sviluppo verticale della pianta. In primavera l’aglio raggiunge un’altezza di 30-40 centimetri e può essere raccolto e consumato fresco. Successivamente inizierà a ingrossare la testa sotto terra e a formare nuovi spicchi, fino al momento della raccolta durante l’estate in cui verrà fatto seccare per poi conservarlo per tutto l’inverno. E il ciclo si ripete, anno dopo anno, spicchio dopo spicchio.

Adesso sai come funziona lo sviluppo della pianta dell’aglio, ma ora torniamo all’aglio fresco. L’aspetto assomiglia a un cipollotto o a un piccolo porro, ma il suo odore non lascia dubbi: quando carichiamo il furgone per andare al mercato il suo profumo delicato fa subito venire voglia di una pasta aglio olio e peperoncino!

Può essere utilizzato per interno in tutta la sua lunghezza: la parte bianca ha un sapore più delicato rispetto all’aglio secco ed è più digeribile anche a crudo (provalo sfregato semplicemente su una fetta di pane abbrustolita e avrai un’ottima bruschetta!), mentre la parte verde può essere tagliata fine e utilizzata cotta per preparare un soffritto o insaporire torte salate e sughi, oppure la puoi congelare per utilizzarla al bisogno.